Cenni storici: Storia del Tribunale di Cassino dalla Istituzione (1861) ad oggi
Con la nascita del Regno D'Italia 17 marzo 1861, l'ordinamento giudiziario risultò strutturato su 1904 uffici giudiziari, di cui 142 Tribunali circondariali. Tra questi era ricompreso anche quello di Cassino, o meglio di S. Germano come si chiamava allora la città e che poi nel 1863 abbandonò la denominazione medievale per riappropiarsi dall'antico nome romano.
L'istituzione del Tribunale di Cassino avvenne con regio decreto n. 329 emanato il 20 novembre 1861
Il Tribunale di Cassino divenne il secondo organo giudiziario della provincia andando ad affiancare quello di Santa Maria Capua Vetere già funzionante dal 1808. All'organo giudiziario di Cassino fu assegnata una circoscrizione territoriale composta da diciotto mandamenti, nove nel circondario di Sora e altrettanti del circondario di Gaeta, con 73 comuni e una popolazione di circa 275.000 abitanti.
Per l'amministrazione della giustizia penale fu istituito un Circolo straordinario di Corte D'Assise.
Tribunale
Il termine latino, da cui deriva l’italiano "tribunale", indicava in origine la tribuna dalla quale il giudice amministrava la giustizia. Nell’ordinamento giudiziario italiano il tribunale identifica l’organo giurisdizionale che ha composizione monocratica o collegiale (giudice unico di primo grado). Nel campo civile ha competenza per tutte le cause che non sono di competenza del giudice di pace. E’ inoltre sempre competente per tutte le cause relative allo stato e alla capacità delle persone, per la querela di falso, per la dichiarazione di fallimento e le cause che ne derivano, oltreché per le controversie di valore indeterminabile. E’ inoltre giudice di appello rispetto alle sentenze del giudice di pace. In materia penale, il tribunale ordinario, che esercita la giurisdizione in primo grado, è competente per i reati che non appartengono alla competenza del giudice di pace o della corte di assise.
La funzione fondamentale del Tribunale è quella di assicurare una risposta giusta e fornita in tempi ragionevoli alle esigenze dei cittadini di vedere risolte le loro controversie – di ampio spessore oppure minute – tanto da costituire da sempre “la ragionevole durata del processo“ un obiettivo da perseguire, oltre che un valore fondamentale della nostra Costituzione. Lo stesso art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo del 1950, entrata in vigore nel nostro ordinamento solo nel 1955, sancisce “Il diritto di ogni persona ad un’equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole, davanti un Tribunale indipendente ed imparziale costituito per legge, al fine della determinazione sia dei suoi diritti e dei suoi doveri di carattere civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta“.
Statuizione questa, sinteticamente espressiva di fondamentali principi giuridici elaborati dai sistemi giuridici europei, che ha oggi trovato un ulteriore riconoscimento nell’art. 111 Cost., nel quale, tra l’altro si è ritenuto di ribadire che “La legge assicura la ragionevole durata“ del processo in condizioni di parità tra le parti e di imparzialità e terzietà del giudice.